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Valutare la fertilità del suolo attraverso l’osservazione: che cos’è e come si esegue la Prova della Vanga
La prova della vanga è un metodo pratico e veloce per valutare la fertilità del terreno: grazie all’osservazione mirata di un campione di suolo prelevato con una vanga e al confronto con quello che riterremmo giusto avere, ci aiuta a definirne il livello di fertilità e ci permette di stabilire se le lavorazioni, la tecnica colturale e le fertilizzazioni adottate sono state efficaci e, se necessario, ci aiuta a capire quali correzioni mettere in atto.

La prova della vanga si svolge in dieci passaggi: si parte dall’osservazione del terreno prima del prelievo, poi si passa al prelievo del campione ed alla sua preparazione, quindi si eseguono sette tipi diversi di rilievi sulla fetta di terra ed infine si termina con la “prova di caduta”.

Apprendere questa tecnica non è difficile: dopo averla eseguita alcune volte, con l’aiuto di questa
guida illustrata e di questo tutorial,
sarai in grado di procedere in autonomia.

Buona lettura!

GRANDINE

Come potrebbe sentirsi una pianta dopo una grandinata?

Forse come un escursionista in alta montagna che scivola e rotola rovinosamente lungo un pendio pietroso, ritrovandosi poi pieno di tagli, botte e forse anche con qualche osso rotto.

I due principiali guai che causa una grandinata sono il danneggiamento della vegetazione (fusti, foglie, fiori e frutti) e il compattamento dello strato superficiale del terreno prodotto dai colpi della grandine stessa e della pioggia che l’accompagna. Il compattamento impedisce il ricambio di ossigeno nel suolo; in penuria di ossigeno l’attività delle radici si blocca e la pianta fatica ad assorbire acqua e principi nutritivi.

Che fare dunque dopo una grandinata?

Proseguendo con la metafora, con le piante dovremmo fare le stesse cose che faremmo per soccorrere il nostro povero escursionista: innanzitutto disinfettargli le ferite, dopodiché curarlo, creando le condizioni affinché il suo organismo possa rigenerarsi e guarire (le ferite cicatrizzarsi, gli ematomi riassorbirsi, le ossa riaggiustarsi).

La guarigione è un processo svolto ATTIVAMENTE dall’organismo.

Sul campo, se possibile, si procede a disinfettare la vegetazione ferita con prodotti antimicrobici come sali di rame, propoli, olio di semi di pompelmo affinché funghi e batteri parassiti non penetrino nella pianta attraverso i tagli. Questa azione è efficace solo se eseguita in tempi brevi (entro 8-12 ore) e prima che la pianta abbia cicatrizzato le ferite, processo che è sorprendentemente più rapido di quello che molti immaginano e che spesso richiede meno di un giorno.

Ma la cosa più importante da fare è RIPRISTINARE L’OSSIGENAZIONE DEL TERRENO, il che permette di riattivare la funzionalità delle radici da cui dipende l’assorbimento di acqua e nutrienti e la ripresa del metabolismo della pianta: È QUESTO IL PASSAGGIO-CHIAVE PER UNA PRONTA GUARIGIONE DELLA PIANTA.

La rigenerazione della pianta dopo una grandinata parte dalle radici.