Il nostro regalo per te
Luca Conte logo
Valutare la fertilità del suolo attraverso l’osservazione: che cos’è e come si esegue la Prova della Vanga
La prova della vanga è un metodo pratico e veloce per valutare la fertilità del terreno: grazie all’osservazione mirata di un campione di suolo prelevato con una vanga e al confronto con quello che riterremmo giusto avere, ci aiuta a definirne il livello di fertilità e ci permette di stabilire se le lavorazioni, la tecnica colturale e le fertilizzazioni adottate sono state efficaci e, se necessario, ci aiuta a capire quali correzioni mettere in atto.

La prova della vanga si svolge in dieci passaggi: si parte dall’osservazione del terreno prima del prelievo, poi si passa al prelievo del campione ed alla sua preparazione, quindi si eseguono sette tipi diversi di rilievi sulla fetta di terra ed infine si termina con la “prova di caduta”.

Apprendere questa tecnica non è difficile: dopo averla eseguita alcune volte, con l’aiuto di questa
guida illustrata e di questo tutorial,
sarai in grado di procedere in autonomia.

Buona lettura!

GUARIRE DA UNA FERITA

Innanzitutto ricorda che la guarigione è un processo attivo che dipende da una buona riattivazione del metabolismo della pianta ed è tuo compito ricreare nel campo le condizioni affinché questo sia reso possibile (vedi l’approfondimento “Grandinata”).

guarire da una ferita

1) Per prima cosa la pianta cerca di bloccare l’uscita di liquidi dalla ferita e l’ingresso di microrganismi producendo in tempi brevi un sottile strato di cellule con le pareti impregnate di suberina (sostanza idrorepellente di cui è fatto il sughero), in altre parole mette un cerotto sul taglio.

2) Dopodiché si attiva per cicatrizzare il taglio, cioè per chiuderlo in modo efficace e duraturo, e lo fa tramite le cellule dei tessuti limitrofi (cellule parenchimatiche) che riacquistano la capacità di moltiplicarsi e danno origine a sclereidi (un tipo di cellule di sclerenchima, tessuto meccanico).

Le sclereidi sono cellule morte che hanno una parete con ispessimento continuo e rilevante al punto da occupare gran parte della cellula; la parete è impregnata di lignina che, come la suberina, è idrorepellente. Per via dell’ispessimento delle pareti, le sclereidi sono cellule dalla durezza eccezionale: formano infatti tessuti durissimi come per esempio quelli dei gusci e dei nòccioli dei frutti.