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Valutare la fertilità del suolo attraverso l’osservazione: che cos’è e come si esegue la Prova della Vanga
La prova della vanga è un metodo pratico e veloce per valutare la fertilità del terreno: grazie all’osservazione mirata di un campione di suolo prelevato con una vanga e al confronto con quello che riterremmo giusto avere, ci aiuta a definirne il livello di fertilità e ci permette di stabilire se le lavorazioni, la tecnica colturale e le fertilizzazioni adottate sono state efficaci e, se necessario, ci aiuta a capire quali correzioni mettere in atto.

La prova della vanga si svolge in dieci passaggi: si parte dall’osservazione del terreno prima del prelievo, poi si passa al prelievo del campione ed alla sua preparazione, quindi si eseguono sette tipi diversi di rilievi sulla fetta di terra ed infine si termina con la “prova di caduta”.

Apprendere questa tecnica non è difficile: dopo averla eseguita alcune volte, con l’aiuto di questa
guida illustrata e di questo tutorial,
sarai in grado di procedere in autonomia.

Buona lettura!

PERCHÈ LE FOGLIE CADONO?

La caduta delle foglie (abscissione) è un processo attivo, progressivo, deciso e gestito dalla pianta, regolato da ormoni e condizionato da stimoli ambientali, nutrizionali, parassitari.

Quando invece un ramo in piena vegetazione è improvvisamente spezzato, le foglie muoiono senza staccarsi dalla pianta.

caduta delle foglie

L’abscissione è preceduta da un graduale invecchiamento della foglia messo in evidenza dal suo ingiallimento e/o arrossamento.

Se siamo vicini alla stagione sfavorevole, tutto ciò che è recuperabile è inoltrato a radici, rami e fusti per poterlo riutilizzare un domani, in caso di necessità. Se invece siamo ancora nella buona stagione, le sostanze riciclate sono indirizzate ai punti dove ci sono urgenti lavori in corso: gli apici vegetativi (cioè le zone di accrescimento di fusto e radice), i fiori, i frutti.

Talvolta in questa fase sono evidenti i segni di malattie parassitarie blande (vd. foto, ciliegio) che non erano sintomatiche allorché la foglia era nel pieno della sua attività vegetativa.

Dopodiché, alla base del picciolo, nella zona di contatto col fusto o col ramo, si forma uno strato di cellule piccole, a parete sottile e fragile (zona di abscissione) che poi si romperà facendo cadere la foglia; sotto questo strato, prima che la foglia si stacchi, è prodotto uno strato di cellule con pareti suberificate (che forma la zona di protezione) avente funzione protettiva della ferita (ricorda che il sughero è un materiale isolante).

Una pianta fa cadere le foglie perché:

1) il clima peggiora risultando non più tollerabile dalla foglia;

2) la pianta è in grave stress idrico e pertanto col processo della traspirazione può termoregolare i tessuti di un numero minore di foglie;

3) la pianta è in stress nutrizionale e pertanto può gestire il metabolismo di un numero minore di foglie, privilegiando le più giovani;

4) l’ascesa dell’acqua alle foglie è ostacolata dal danneggiamento dei vasi del legno di fusto, rami o radici che possono essere spezzati (attacchi di insetti, arvicole, altri animali erbivori) , oppure occlusi (danni da funghi, batteri, nematodi), portando la pianta in uno stress idrico spesso progressivo e cronico;

5) nella buona stagione, nelle piante sempreverdi si verifica il normale rinnovo delle foglie più vecchie che dopo alcuni anni (es. nell’olivo 2, nel pino 2-3, nell’abete 8-10) sono sostituite da altrettante di nuove.