Valutare la fertilità del suolo attraverso l’osservazione: che cos’è e come si esegue la Prova della Vanga
La prova della vanga è un metodo pratico e veloce per valutare la fertilità del terreno: grazie all’osservazione mirata di un campione di suolo prelevato con una vanga e al confronto con quello che riterremmo giusto avere, ci aiuta a definirne il livello di fertilità e ci permette di stabilire se le lavorazioni, la tecnica colturale e le fertilizzazioni adottate sono state efficaci e, se necessario, ci aiuta a capire quali correzioni mettere in atto.
La prova della vanga si svolge in dieci passaggi: si parte dall’osservazione del terreno prima del prelievo, poi si passa al prelievo del campione ed alla sua preparazione, quindi si eseguono sette tipi diversi di rilievi sulla fetta di terra ed infine si termina con la “prova di caduta”.
Apprendere questa tecnica non è difficile: dopo averla eseguita alcune volte, con l’aiuto di questa guida illustrata e di questo tutorial,
sarai in grado di procedere in autonomia.
È uno strato di terreno compattato, spesso alcuni millimetri, che si forma a seguito dell’impatto della pioggia.
La crosta si comporta come un tappo perché in essa la presenza di canali è bassissima e pertanto acqua e ossigeno faticano a penetrare nel terreno e l’anidride carbonica ad uscire.
L’acqua che non riesce ad infiltrarsi si allontana dal campo con moto superficiale producendo erosione.
Senza ossigeno l’attività delle radici e degli organismi terricoli rallenta fino a bloccarsi: a queste condizioni le piante faticano ad assorbire principi nutritivi ed acqua e gli organismi terricoli non liberano più principi nutritivi dai fertilizzanti.
La crosta è infatti una forma di perdita della fertilità del suolo.
Si corregge con la zappa o la sarchiatrice; si previene aumentando il contenuto in humus del terreno e proteggendolo dai colpi della pioggia con la tecnica della pacciamatura.
Nei frutteti e nei vigneti eccellente è l’inerbimento permanente delle interfila, purché la vegetazione sia falciata e lasciata lì come una coperta, invece che trinciata.
Nei cereali autunno-vernini è molto utile la tecnica della bulatura, cioè la trasemina di trifoglio o erba medica a metà inverno.